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12/03/12

GUARDIE PER L'AMBIENTE: l'amianto uccide in silenzio

C’è un killer, l’amianto, che da più di un secolo fa strage di persone inconsapevoli e di cui solo negli ultimi decenni è stata scoperta la pericolosità per la salute umana, ma che seguita e seguiterà ad uccidere per molti anni ancora.

Purtroppo il killer, questo killer, fa vittime soprattutto per la lentezza con cui agisce nell’organismo umano, e per la pigrizia con cui procedono le bonifiche dei luoghi appestati.

Ed era il gennaio di due anni fa quando i Carabinieri di Ruvo di Puglia e le Guardie per l’Ambiente di Corato individuarono più di 500 lastre di materiale contenente amianto scaricati su un terreno nelle campagne di Ruvo di Puglia in località "Porcile". Una distesa di lastre di amianto abbandonate al loro destino: mietere vittime. Un destino che fu interrotto solo dai Carabinieri e dalle Guardie per l’Ambiente.
Ma da allora non sembra essere cambiato molto nella prevenzione del territorio.

Oggi gli scarichi sono più discreti. Grandi lastre accatastate, abbandonate con molta fretta sui bordi delle strade, sotto gli occhi di tutti, occhi di una città frettolosa a raccontare fatti e misfatti e poco avvezza a denunciare con nome e cognome chi ipoteca il futuro di tutti. La solita vecchia e noiosa ballata.

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Le foto sono eloquenti e dimostrano la pericolosità dei materiali che sono sparsi in grandi quantità e, pericolosissime, perché frantumate.

Chiediamo al Sindaco del luogo interessato, quanto nelle sue responsabilità di legge, ovvero l’immediata messa in sicurezza dei luoghi e bonifica degli stessi. Aumentare la vigilanza (che è del tutto insufficiente se il territorio è così malconcio) e provvedere alla bonifica immediata dei luoghi, evitando, così, di rendersi complice in modo colposo con chi ha materialmente fatto gli abbandoni stessi.

La nostra attività non si fermerà alla segnalazione prevista dalla legge, peraltro già tempestivamente trasmessa al Comune di Ruvo di Puglia, ma proseguirà con ogni attività necessaria affinché vengano individuati gli autori e le responsabilità degli amministratori che, chiamati per legge a proteggere la salute dei cittadini, non lo facciano nel miglior modo possibile. Non possiamo più permetterci altri calci in faccia.