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04/03/11

Lavori in zone vincolate: 8 mesi a dirigente Comune

CORATO - Condanna ad otto mesi con la condizionale per l'allora dirigente all'urbanistica del Comune di Corato e demolizione delle opere abusivamente edificate. E' quanto ha stabilito la sentenza di primo grado emessa al termine del procedimento penale su due vicende relative a presunti abusi edilizi compiuti nel territorio di Corato in altrettante aree sottoposte a vincoli ambientali, ovvero il parco dell'Alta Murgia e la lama "Scannagatta" in contrada San Vittore.

Nel processo, celebrato con rito abbreviato presso il Tribunale di Trani e concluso lo scorso 1 marzo, il giudice dell'udienza preliminare Angela Schiralli ha ritenuto l'ing. Giuseppe Amorese, all'epoca dei fatti dirigente comunale all'urbanistica, colpevole "per non aver adottato gli opportuni provvedimenti a seguito di accertamenti di lavori in assenza del provvedimento della Dia e delle autorizzazioni paesaggistiche e non dandone immediata comunicazione all'autorità competente, benché fossero state rilevate violazioni" relativamente ad una villetta edificata in località "Piano Mangeri" nel territorio del parco dell'Alta Murgia.
L'ex dirigente è stato condannato anche per l'esecuzione di lavori in difformità rispetto alle norme previste e per "l'alterazione di bellezze naturali dei luoghi soggetti alla speciale protezione dell'autorità". Il giudice lo ha invece assolto dall'accusa di aver emesso permessi di costruire illegittimi perché il fatto non costituisce reato e dall'accusa di danneggiamento di beni immobili perché il fatto non sussiste. Amorese è stato quindi condannato a complessivi otto mesi di reclusione con la condizionale e la non menzione, oltre ad un'ammenda di 34mila euro.

Il dispositivo della sentenza ha comunque dichiarato illegittimi i permessi di costruire rilasciati dal Comune di Corato ed ha quindi ordinato la demolizione delle villette edificate, tuttora regolarmente abitate. L'attuale dirigente comunale del settore sviluppo economico dovrà anche risarcire con la somma di 5mila euro l'associazione nazionale "Guardie per l'Ambiente" che nel procedimento si è costituita parte civile. Le motivazioni della sentenza verranno depositate entro novanta giorni. Oltre al dirigente comunale, sono stati rinviati a giudizio anche i cinque proprietari degli immobili. Per loro il processo inizierà il 19 maggio prossimo a Ruvo di Puglia, presso la sede distaccata del Tribunale di Trani. (Giuseppe CANTATORE - LA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO - 4/03/2011)