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03/03/11

UN SENTENZA DEVASTANTE! Giu' i palazzi con licenza illegittima

CORATO (BA) - Il Tribunale di Trani condanna a quasi un anno di reclusione (e a 34.000 euro di ammenda) il già Dirigente dell'Urbanistica del Comune di Corato, l'ing. Giuseppe AMORESE, ed ordina la demolizione dei manufatti costruiti illecitamente nei corsi d'acqua e nelle lame, aree paesaggisticamente protette dal Piano Urbanistico per la Tutela del  Territorio (PUTT/Puglia).

Un sentenza che finalmente traccia senza più equivoci, di come sia stata dissennata  e controlegge la gestione - negli ultimi anni - del territorio di Corato.
Il Giudice, la dott.sa Angela SCHIRALLI, ha accertato che non si è trattato di una "semplice leggerezza" del Dirigente condannato, perché quelle norme, per paradosso, egli stesso ne è per legge il garante per tutta la collettività (dovrebbe essere infatti lui a dispiegare la vigilanza in materia), ma di un vero e proprio gravissimo abuso d'ufficio,  ovvero realizzato "nello svolgimento delle funzioni o del servizio, in violazione di norme di legge o di regolamento, ovvero omettendo di astenersi in presenza di un interesse proprio o di un prossimo congiunto o negli altri casi prescritti, intenzionalmente procura a sé o ad altri un ingiusto vantaggio patrimoniale ovvero arreca ad altri un danno ingiusto" che ha concretamente portato alla "Distruzione o deturpamento di bellezze naturali" poichè è stato accertata la distruzione e/o alterazione delle bellezze naturali dei luoghi soggetti alla speciale protezione dell'Autorità.
Dall'analisi di tutti i fatti anche il Tribunale di Trani (dopo il GIP  e il Tribunale del Riesame) ha quindi deciso di considerare tutte illegittime le licenze edilizie rilasciate dall'ing. AMORESE, ordinando peraltro l'immediato abbattimento di tutti quei  fabbricati oggetto degli illeciti poichè "il giudice, con la sentenza di condanna per il reato di cui all'articolo 44, ordina la demolizione delle opere stesse se ancora non sia stata altrimenti eseguita." come prescritto dall'art. 31, comma IX°, D.P.R. 6 giugno 2001, n. 380.

Alla devastazione paesaggistica accertata si aggiunge peraltro un altro dramma. Fabbricati quindi costruiti con licenze illegittime e, forse, oggetto di consistenti mutui da parte dei proprietari i quali, tutti rinviati a giudizio, dovranno adesso dimostrare la loro estraneità hai fatti. Arduo compito e tutto in salita quello del collegio dei difensori degli imputati che li vede oggi pesantemente soccombenti (i proprietari degli immobili sono difesi Avv.ti IURILLI Emilio,  BUCCI Renato e QUINTO Michele). L'udienza per gli ex possessori dei manufatti illeciti è stata fissata il 19 maggio 2011 a Ruvo di Puglia presso la sede distaccata del Tribunale di Trani.

Viva e piena soddisfazione è stata espressa dall'Associazione nazionale GUARDIE PER L'AMBIENTE rappresentata dall'Avv. Domenico Fiore e unica parte civile costituita (erano state anche individuate il Ministero dell'Ambiente, la Regione Puglia e il Comune di Corato) che ha dato forte impulso alla questione e che da anni si batte tenacemente - e senza sconti per nessuno - per una "tenuta" del territorio, per una tutela ambientale e degli animali.

"Non poteva finire diversamente, perché prima o poi sarebbe dovuto accadere. A Corato era solo una questione di tempo - ha spiegato il presidente nazionale delle GUARDIE PER L'AMBIENTE.  Questa sentenza oltre a togliere la certezza dell'impunità a qualcuno, scrive finalmente nero su bianco e, in modo inequivocabile, quello che da anni illecitamente accade sul territorio comunale: locali rustici che dovrebbero essere realizzati a servizio di un bisogno agricolo, che miracolosamente, e, nel silenzio di tutti (appunto, come dimostrato anche dagli addetti alla vigilanza),  si trasformano in numerose stanze da letto, con bagno e annessa vasca idromassaggio (per la gioia di molti idraulici...) e  con finiture di lusso che di "rustico" o "agricolo" hanno ben poco, se non niente. Ma in questo caso si è andato davvero ben oltre il limite: si è costruito, con tanto di licenza illegittima, palazzi di due piani all'intero di corsi d'acqua, aree in cui il rischio idrogeologico è sempre alle porte e pronto a tirar giù nella furia che una sempre più irritata natura ci sta abituando in questi ultimi anni.".