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11/05/10

Niente "traffico" per i volontari

Ha suscitato una sorta di rodeo delle polemiche la nostra contestazione circa l'impossibilità per i volontari di presidiare strade pubbliche o dirigere il traffico in occasione di manifestazioni sportive e non. Molti (compresi gli addetti ai lavori ...) hanno basato la loro logica deduzione sul fatto che questo avviene "per abitudine", quindi, permesso, senza neanche preoccuparsi di apprendere che questo malcostume contra legem è stato tanto tollerato che addirittura ne è semplicemente diventata la regola.

Qualcuno ha anche dipinto la nostra segnalazione di parte poichè essendo anche noi volontari non saremmo in grado di ragionare in termini assoluti. C'è chi ha perfino impropriamente sostenuto di essere abilitata "alla disciplina del traffico, nell’ambito del servizio volontariato di protezione civile" perchè tale possibilità è prevista dallo statuto associativo, indicazione quest'ultima che, lo ricordiamo, obbliga i soci all'interno dell'associazione stessa ma che non è in grado di permeare la legge che, invece, vieta a qualunque associazione di svolgere servizi su strada. Noi, con pacatezza di toni  - e perchè in fin dei conti la verità non danneggia mai una causa giusta -, con i fatti e legati alla norma tenteremo in via analitica, senza aggiungerci nulla di nostro, perchè, lo ripetiamo non è nostra intenzione aggredire nessuna associazione, cercare di chiarire l'aspetto della questione. Lo spiegheremo con atti normativi affinchè le stesse associazioni preservino l'integrita dei loro volontari che seppur animati da un lodevole intento di aiutare la pubblica amministrazione non possono svolgere tale servizio.

Partiremo da un punto fermo e indiscutibile: le direttive del Dipartimento della Protezione Civile che è una struttura della Presidenza del Consiglio dei Ministri.

Il Capo del Dipartimento della Protezione Civile nazionale - con circolare prot. DPC/CG/0018461 del 10/03/09 (pubblicata in G.U. n°87 del 15/04/09) - ha ricordato che è vietato alle Associazioni di Protezione Civile lo svolgimento di attività diverse da quelle "volte alla previsione e prevenzione delle varie ipotesi di rischio,al soccorso delle popolazioni sinistrate ed ogni altra attività necessaria ed indifferibile diretta a superare l'emergenza connessa agli eventi" (art.3.1 della l. 225/1992) precisando che la materia di protezione civile è chiaramente distinta e non sovrapponibile rispetto a quella dell'ordine pubblico e sicurezza (art. 117 Cost., secondo e terzo comma)"

Pertanto stante l'inequivocabile assetto normativo qualunque Associazione non può svolgere attività attinente all'ordine pubblico e sicurezza, quale, appunto, a titolo di esempio, dirigere il traffico veicolare (o presidiare, monitorare, sorvegliare o vigilare che dir si voglia (in sostanza nulla cambia)).

Il Capo della Protezione Civile nazionale ha prescritto come lo svolgimento di attività diverse da quelle così previste per legge importa la radiazione dell'iscrizione dai registri o albi di Protezione Civile (come previsto dalla più volte citata circolare prot. DPC/CG/0018461 del 10/03/09 (in G.U. n°87 del 15/04/09)  e, ancora peggio, in taluni casi la denuncia per violazione degli art. 316-bis c.p. e/o art. 498 c.p. (come evidenziato dalle circolari prot. DPC/CG/008137 del 09/02/2007 e prot. DPC/CG/0016525 del 11/03/2008).

Torneremo sull'argomento ogniqualvolta le nostre indicazioni possano aiutare quelle Associazioni serie e consce dei propri limiti senza che queste ultime comprimano il lodevole impegno che tutte insieme promuoviamo nella società che ci siamo dati. Ma una cosa è l'impegno gratuito un'altra è la legge.