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09/03/10

Cucciolo disperato fa ritrovare Nerone ucciso

CORATO - «Cane che abbaia non morde», recita un vecchio proverbio. Noi aggiungiamo: uomo che spara ad un cane che abbaia, è privo di cuore. Lo ha dimostrato l’ignoto «killer» che, l’altro pomeriggio, ha freddato alla periferia di via Don Minzoni (su un terreno tra via Lama Inglese e via Strada esterna De Girasoli) probabilmente con un fucile da caccia, Nerone, un vispo barboncino di appena dieci mesi perché, forse, lo infastidiva con il suo abbaiare. Un gesto gravissimo, dettato da una ferocia inaudita. Inconcepibile.

Non solo. Chi ha premuto il grilletto ha avuto anche premura di far scomparire la carcassa del povero quattrozampe. Una uccisione apparentemente senza un perché. Un occultamento altrettanto misterioso.
Il «bruto» non ha affatto avuto compassione di una povera bestia che, mentre giocava con un altro cucciolo, suo fratello, probabilmente ha infastidito la sua pennichella quotdiana. Il «cecchino» ha imbracciato il suo fucile da caccia, ha puntato l’arma ed ha fatto fuoco una, due volte. Probabilmente avrebbe voluto ucciderli entrambi. Chissà, forse Nerone lo ha anche guardato e ha scodinzolato prima di accasciarsi insaguinato sul terreno, a pochi passi dall’abitazione dei suoi padroni che, avendo udito gli spari, si sono subito affacciati sulla veranda, preoccupati e terrorizzati.
«Erano le 17 circa - racconta il 36enne Claudio Petrone, proprietario dei due barboncini -. Abbiamo udito due spari, a pochi minuti l’uno dall’altro. Dopo il secondo, anche alcuni guaiti nitidi che mi hanno fatto subito pensare al peggio. Nel giardino c’era solo Romeo (il fratello di Nerone) che, abbaiando, ha richiamato la mia attenzione. Voleva che lo seguissi ed è stato proprio il barboncino a condurmi lì dove giaceva, privo di vita, il fratellino. Lo leccava, piangeva. È stata una scena toccante». A quel punto Claudio Petrone, ci racconta, si è recato dal medico veterinario, Paolo Colella, e dalla polizia. «Mi sono reso conto di quello che era successo. Qualcuno aveva sparato inconscientemente tra le case, qualcuno a Corato si diverte a fare il tiro a segno sui poveri cani».
Ma giunti sul posto insieme al medico ed ai poliziotti di una volante, della carcassa del sfortunato cane nessuna traccia. Qualcuno, infatti, nel frattempo aveva provveduto a far sparire la carcassa di Nerone che, ci raccontano i padroni, «si faceva avvicinare e accarezzare da tutti». «Non so perché l’abbiano fatto. Non so perchè abbiano ucciso il mio cane». Conclusione: l’ennesimo cagnolino è stato ucciso. L’ennesimo «assassino» senza cuore si è messo in evidenza. Ma, per sua fortuna, è ancora libero e può vantarsi di aver fatto «centro». Di aver freddato una bestiola, uccisa forse per puro divertimento. L’ennesimo atto di crudeltà ai danni di un essere indifeso che lascia tutti sbigottiti e ammutoliti. (http://www.lagazzettadelmezzogiorno.it)