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28/07/12

Acque reflue per irrigare i campi. Una denuncia per inquinamento In evidenza

Pomodori, verdura e zucchine irrigate abusivamente. Stava tranquillamente irrigando il suo terreno, il suo orto con l'acqua prelevata abusivamente dal canale a cielo aperto nel quale scorrono i reflui provenienti dal depuratore di Corato.

Un agricoltore coratino 60 enne, pertanto, su segnalazione del nucleo di polizia giudiziaria delle «GUARDIE PER L'AMBIENTE», è stato denunciato per aver violato le norme in materia ambientale.

L'uomo, infatti, nei pressi del suo podere (in contrada «via vecchia Bisceglie», alla periferia di Corato), aveva installato diverse condutture collegate ad un potente motore con relativa pompa e aspiratore per prelevare l'acqua dal canale che, dal depuratore cittadino, scarica i reflui a «Cala Pantano», in territorio di Bisceglie.

Ad accorgersi sia del furto d'acqua che della grave irregolarità ambientale compiuta sono state le GUARDIE PER L'AMBIENTE che hanno intensificato nella zona, in questo periodo di particolare siccità, i controlli in tutta la zona attraversata dal canale a cielo aperto. Proprio durante l’attività ispettiva hanno trovato la motopompa ancora in funzione e il terreno zuppo d'acqua e l’uomo intento nei lavori agricoli. Per questo motivo l'agricoltore, il quale si è detto ignaro delle norme regolanti la materia (e guarda caso con la motopompa posizionata proprio sotto i cartelli indicanti i divieti e tutte le norme afferenti), è stato denunciato per aver violato il Decreto Legislativo 3 aprile 2006 n. 152 "Norme in materia ambientale". Non solo. Sono state sequestrate sia la motopompa (montata su un carrellino per un facile trasporto con l’autovettura) che il terreno oggetto di innaffiatura. Sono stati anche effettuati prelievi delle acque ed inviati all’Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente.

Il blitz compiuto dalle GUARDIE PER L'AMBIENTE nelle campagne di Corato che si affacciano sul canale di scolo proveniente dal depuratore, ripropone la insalubre pratica, purtroppo ancora diffusa tra molti agricoltori, di utilizzare le acque reflue per i irrigare i propri campi. Una cattiva «abitudine» che viola la legge e, che, per di più, può risultare dannosa alla salute pubblica. Infatti l’uso e il contatto con questa acqua fetida e puzzolente può provocare la leishmaniosi o la leptospirosi, malattie che possono anche portare alla morte dell’uomo.

Dopo oltre 10 anni di intensa attività preventiva e repressiva - aggiungono le GUARDIE PER L'AMBIENTE - il fenomeno pare non essere stato completamente debellato. Alcune volte chi sorprendiamo non vuole essere “rovinato” senza nemmeno ottusamente comprendere che questo accade per la sua azione e non certo perché le GUARDIE PER L'AMBIENTE perseguono chicchessia, ma si limitano, sempre, ad applicare la legge. Tutto qui.

Il nostro impegno - concludono - e la nostra concretezza di azione sul territorio comunale ha sempre ingiustamente spaventato, ma non è mai stata intesa nel proprio vero senso: il rispetto dell’ambiente è un obbligo che tutti abbiamo.

 

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