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30/08/12

Fermare la preapertura della caccia. Situazione difficile per gli animali In evidenza

Dall'ISPRA un chiaro parere scientifico sulla necessità di non aggravare con l'attività venatoria la già difficile condizione della fauna. La gravissima siccità di questi mesi e i numerosi incendi stanno mettendo a dura prova la fauna selvatica.

Lo certifica un parere dell'Istituto Superiore per la Ricerca e la Protezione dell'Ambiente, massimo organo scientifico statale del settore in Italia. Per questo l'Associazione nazionale GUARDIE PER L'AMBIENTE ha inviato stamattina una nota urgente alla Regione Puglia affinché annulli la cosiddetta preapertura alla caccia, anche in considerazione delle nuove previsioni meteo che indicano un innalzamento delle temperature la prossima settimana. L'Associazione ha anche chiesto di interrompere l'addestramento dei cani, pratica che è stata avviata in Puglia, nonostante il parere negativo dell'ISPRA su questo punto del calendario venatorio approvato dalla Giunta Regionale.
Le GUARDIE PER L'AMBIENTE hanno allegato alla richiesta alla Regione la recentissima nota dell'ISPRA (del 27/8/12 qui allegata e) inviata al Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare e al Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali che ha descritto quali gli effetti sulla fauna della siccità in corso e l'impatto dell'attività venatoria in tali particolari condizioni.
Ebbene, l'ISPRA ha chiarito che la fauna selvatica è fortemente stressata per le condizioni ambientali di questo periodo. Per questo l'istituto ritiene opportuno sospendere le preaperture, l'addestramento cani e, se dovessero perdurare queste condizioni ambientali avverse, modificare anche il resto delle regole della stagione venatoria contenute nei calendari venatori.
Dichiara Pasquale LATERZA, presidente del'Associazione nazionale GUARDIE PER L'AMBIENTE “Il nostro appello alla Regione è basato sul buon senso oltre che su un approccio scientifico rigoroso. Chi può immaginare di continuare a mandare come se nulla fosse migliaia di cacciatori a sparare alla fauna su un territorio danneggiato da siccità e incendi e con gli animali stremati da mesi di mancanza di piogge e dal fuoco? Il calendario venatorio varato dalla Regione Puglia contiene già numerose criticità che sarebbero censurabili in una stagione normale, poiché si consente un prelievo e una pressione del tutto insostenibile sulla preziosa fauna selvatica della nostra regione. E perchè non ricordare come l'attuale piano faunistico regionale è stato perfino censurato lo scorso anno dal Consiglio di Stato per carenza di Valutazione Ambientale. Ribadiamo all'apposito assessorato che non è posto alla tutela degli interessi dei cacciatori ma alla conservazione, per tutti i cittadini, della fauna selvatica per la quale è possibile il prelievo venatorio.”.