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08/09/12

La preapertura della caccia fermata dal TAR In evidenza

''Per me la questione della siccità è evidente e investe tutto il territorio nazionale. Se questo poi diventa anche elemento sul quale adeguare il calendario venatorio lo voglio valutare con il comitato tecnico e affidarmi a una valutazione piu' allargata'' aveva dichiarato l'assessore all'Agricoltura della Regione, Dario Stefano. Il TAR gli ha stracciato la preapertura ...

“Un comportamento irresponsabile, ingannevole e consapevolmente illegittimo: l’assessore Stefano si dimetta” questo, invece, scrivevano le Associazioni ambientaliste e protezionistiche già nel gennaio 2011 per aver allungato il calendario venatorio regionale, contro la legge e il parere dell’Autorità scientifica.

Oggi ennesimo colpo di scena. Preapertura del calendario venatorio della Puglia stracciato dalla giustizia. Una decisione del  Tribunale amministrativo per la Puglia, che ha annullato la delibera della giunta regionale del 12 giugno. Contestata l’anticipazione delle prime date in cui sarebbe stato possibile cacciare nella nostra regione in una stagione estiva, che ha fatto registrare condizioni meteo avverse, di fatto senza precipitazioni, che hanno ridotto in maniera sostanziale le fonti di approvvigionamento di cibo della fauna.

Il giudice ha, quindi, censurato il provvedimento della giunta Vendola e in particolare «l'immotivato discostamento dalle direttive Ispra 2012 dettate da esigenze precauzionali di salvaguardia della fauna in considerazione delle particolari condizioni climatiche». Il provvedimento è stato adottato in termini d’urgenza, ad appena poche ore dopo il deposito del ricorso, giacché il giudice ha ravvisato «l'estrema gravità ed urgenza tale da non consentire la dilazione fino alla prima camera di consiglio utile».

Prendiamo atto - commenta il Presidente nazionale delle Guardie per l'Ambiente -  della volontà della Regione Puglia di non aver voluto ascoltare, prima ancora che le Associazioni ambientaliste, il parere tecnico scientifico di un Ente pubblico qualificato come l'ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale).

Un atteggiamento deplorevole, non degno di un’amministrazione seria. Va ribadito nuovamente che non si discuteva della valenza della caccia ma appena di un parere scientifico che delineava determinate condizioni al prelievo.

A questo punto, è evidente, la Associazioni ambientaliste non arretreranno mai e in alcun modo a denunciare ogni abuso e, questo, nemmeno sul piano simbolico.