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29/11/12

Bracconiere, pronto a sparare e con cane al seguito. Condannato In evidenza

Pensava di farla franca. Pensava. Non è andata così questa volta. Bracconiere pronto a sparare con il suo fucile e con cane da caccia al seguito. Era in pieno territorio del Parco nazionale dell'Alta Murgia. Condannato all'arresto e ad un'ammenda. 

Eravamo intenti a raccogliere prove fotografiche sulla presenza del lupo ai piedi del Castel del Monte - racconta Pasquale LATERZA presidente delle GUARDIE PER L'AMBIENTE - e all'improvviso abbiamo visto uno scodinzolante cane da caccia. Ci siamo chiesti se si fosse smarrito oppure fosse stato abbandonato. Lo abbiamo seguito per leggerne l'eventuale microchip identificativo e abbiamo capito subito di non essere soli in quella zona del parco nazionale dell'Alta Murgia. Ed infatti è bastato poco per scorgere nella fitta vegetazione una persona imbracciante il fucile da caccia e darsela a gambe proprio quando abbiamo gridato fermo "GUARDIE PER L'AMBIENTE". Ma la corsa del bracconiere, un andriese di 46 anni, è risultata del tutto vana perché è stato prontamente raggiunto, e in flagranza di reato è stato identificato e denunciato alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Trani. Ed in questi giorni proprio il Tribunale di Trani, sede distaccata di Andria per quella "furbata" lo ha pesantemente condannato a 20 giorni di arresto e 500 euro di ammenda. Il processo che ha visto, come ha scritto il giudice in sentenza, anche le testimonianze dirette della Polizia Giudiziaria delle "GUARDIE PER L'AMBIENTE" ha ricostruito i fatti in cui è stata dimostrata la consapevolezza del bracconiere di essere colpevole, oltre ogni ragionevole dubbio, reato commesso in piena area naturale protetta. Una condanna (prevista dall'art. 30, primo comma lettera d), della legge n°157/92) molto pesante se si considera l'incensuratezza dello stesso e, soprattutto, la facilità con cui questi tipi di reati vengono assorbiti nell'orbita della prescrizione giudiziale, quella prescrizione che al 90 percento "immunizza" i reati commessi da questo tipo di criminali dell'ambiente (ma di certo non li cancella sotto il profilo del risarcimento del danno ambientale). Adesso la parola passa all'Autorità di P.S. affinché valuti il ritiro definitivo del porto d'armi all'astuto bracconiere.