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15/10/13

Sigilli al depuratore, l’impianto sequestrato con facolta' d’uso. Indagate due persone

Le indagini hanno appurato lo sversamento di reflui non depurati che imbrattavano le acque marine antistanti, il superamento dei limiti tabellari previsti dalla normativa vigente e la dispersione in atmosfera di emissioni non autorizzate.

Sequestrato l’impianto di depurazione della città.

Questa mattina, su disposizione del giudice per le indagini preliminari del tribunale di Trani, Francesco Zecchillo, e su richiesta del sostituto procuratore della Repubblica, Antonio Savasta, il nucleo di polizia giudiziaria della capitaneria di porto - guardia costiera di Bari ha sottoposto a sequestro l’impianto di depurazione di Corato, le cui acque reflue, convogliate nel canale “Lama di pietra”, vengono poi scaricate nel mare di Bisceglie in località “Pantano”.

Il provvedimento autorizza la facoltà d’uso dell’impianto, affidato in custodia giudiziaria al dirigente dell’ufficio tecnico del Comune di Corato, esclusivamente ai fini dell’immediata attuazione delle opere di adeguamento ed all’immediato abbattimento dei valori chimici delle acque di scarico, riscontrati non conformi ai limiti di legge.

L’attività investigativa - che recentemente ha portato ai sequestri giudiziari dei depuratori di Andria, Bisceglie, Molfetta e Trani - ha preso le mosse anche dalle segnalazioni pervenute da molti cittadini i quali avevano denunciato la presenza di insopportabili miasmi maleodoranti provenienti dal depuratore.

Nel corso di numerosi sopralluoghi, svolti anche dalla polizia di Corato e dalla guardie per l'ambiente, le indagini hanno appurato lo sversamento di reflui non depurati che imbrattavano le acque marine antistanti, il superamento dei limiti tabellari previsti dalla normativa vigente e la dispersione in atmosfera di emissioni non autorizzate.

Risultano indagati il legale rappresentante dell’Acquedotto pugliese S.p.A. - soggetto gestore dell’impianto - l’amministratore unico della Pura depurazione S.r.l. - società deputata alla conduzione del depuratore - per reati che attengono a gravi violazioni di natura ambientale.

Per ironia della sorte, proprio oggi la giunta regionale ha approvato il report sulla depurazione in Puglia, secondo il quale l'impianto di Corato presenta forti criticità. In particolare il depuratore non risulta adeguato al carico in ingresso ed al carico generato dall’agglomerato.

Che l'impianto fosse obsoleto e oggetto di esposti in Procura non era certo una novità, tanto che se ne era discusso anche in una apposito forum monotematico in cui l'assessore a lavori pubblici e ambiente Claudio Amorese, insieme ai vertici di "Pura depurazione s.r.l." e "Acquedotto pugliese", illustrò le criticità dell’impianto e i lavori di potenziamento - da svolgersi tra il 2014 e il 2015 - già progettati per risolverle. (Coratolive.it -  15/10/2013)