×

Attenzione

JUser: :_load: non è stato possibile caricare l'utente con ID: 42
13/04/14

Verbale penale per oltre 50.000 euro per i “furbetti del quartiere”

Il Tribunale di Trani - nella persona del Giudice per le Indagini Preliminari dott. Francesco MESSINA - ha spiccato un pesantissimo Decreto penale di condanna per oltre 50.000 euro a carico dei due sporcaccioni sorpresi dalle Guardie per l'Ambiente nell'agosto 2013 mentre si disfacevano dei rifiuti provenienti dalla propria autofficina.

Una storia molto più disgustosa di quello che si possa già pensare. E non perché difronte all'episodio è maturato l'ennesimo (e fisiologico) scontro tra guardie e controllati, ma perché è diventato talmente saccente avere la presunzione di ribaltare i ruoli (di chi ha effettivamente violato la legge) insinuando il verme del sentito dire come prova a discarico - e -, soprattutto, perché in questo caso specifico uno dei condannati è anche una guardia volontaria da cui, ovviamente, bisogna prendere tutte le distanze dal comportamento così tenuto! Chiaramente la sentenza non si è prestata al vecchio e patetico giochetto del sentito dire, ma si è basata su fatti e prove che hanno permesso di richiedere al sost. Procuratore della Repubblica, la dott.ssa Silvia CURIONE, ed ottenere la esemplare condanna che il Tribunale giudicante ha così determinato.

Noi volontari - spiega Pasquale LATERZA, presidente della Guardie per l’Ambiente -, garantiamo con i fatti e unicamente con le nostre sole forze, sempre di più maggiori controlli su un fronte strategico per le nostre comunità sia per quel che riguarda la tutela del paesaggio, della flora, della fauna, ma anche la salvaguardia della salute pubblica e di importanti voci dell'economia locale, ad iniziare dal turismo.

Un'azione che si aggiunge all'intensa attività di educazione civica ed ecologica che da sempre si svolge nelle scuole.

Purtroppo c'è da fare anche un'amara constatazione: con i controlli aumentano anche gli attacchi all'ambiente. Non passa giorno che sugli organi di informazione non compaiano notizie riguardanti attentati più o meno gravi all'ambiente e alla salute pubblica.

Certo le nostre "sentinelle verdi" con le loro azioni hanno aumentato la sensibilità dell'opinione pubblica su certi temi e questo è un motivo in più per incidere a fondo sulle aggressioni di chi inquina, deturpa, specula sui beni pubblici. E incidere significa soprattutto garantire maggiore trasparenza sulle attività delle aziende che trattano i rifiuti ma anche e soprattutto sui traffici che anche nella nostra zona hanno interessato il ciclo dei rifiuti.

Controlli più serrati ed efficaci, insomma, possono sgomberare il campo dagli equivoci che hanno riguardato per decenni, per esempio, l'inquinamento della Murgia, ma soprattutto tutelare meglio e di più il bene più prezioso di una comunità: la salute pubblica.