31/08/15

Le Guardie per l’ambiente a Regione e Governo: «Modificate il calendario venatorio»

«Il calendario venatorio non aderisce alla normativa comunitaria e, pertanto, va rivisto». E' la posizione dell’associazione nazionale Guardie per l’Ambiente che ha mosso alla Regione Puglia e al Governo alcuni rilievi esclusivamente tecnici sull’approvato calendario venatorio 2015/2016, il documento programmatico per il prelievo venatorio a cui i cacciatori dovranno attenersi strettamente.

Secondo le guardie l’Ufficio regionale "Caccia & Pesca", nel correggere errori della relativa precedente delibera di Giunta regionale, «ne avrebbe introdotti nuovi e più gravi».

«Assistiamo da anni all’effetto elastico in favore della lobby dei cacciatori» affermano dall'associazione. «Non abbiamo mai più impugnato negli anni precedenti i vecchi calendari per l’inutilità dei ricorsi all’autorità giudiziaria amministrativa, in cui non riponiamo alcuna fiducia. Questa volta, con l’istituzione dell’unità di crisi del Governo (presso il Dipartimento delle Politiche Europee, struttura di missione per le procedure d’infrazione alla normativa UE), abbiamo voluto sottoporre la questione che ci espone ancora ad aggravare la procedura d’infrazione in corso sulla materia della tutela della fauna selvatica. E si sa, quando si tocca la tasca, il discorso cambia.

In verità anche la sensibilità della nuova Giunta regionale appare essere diversa dalla precedente, quest’ultima forse troppo impegnata ad ascoltare, senza il doveroso livello di critica, i funzionari dell’Ufficio Caccia e Pesca, che, guarda caso vede fra gli stessi proprio dei cacciatori. Per questo vi sono poche garanzie d’imparzialità nella stesura di tali documenti programmatici che incidono sulla vita della fauna selvatica».

«L’associazione nazionale Guardie per l’Ambiente - spiega il Presidente nazionale Pasquale Laterza - è stata l’unica associazione a muovere tali rilievi, i quali evidentemente corretti (sono rilevi tecnici incontestabili) hanno spinto il competente assessore regionale Leo Di Gioia a convocare per il prossimo 4 settembre il Comitato Tecnico Faunistico Venatorio (l'organismo regionale tecnico-consultivo) proprio per discutere le modifiche, seppur ad avvio inoltrato (il 2 è il primo giorno di caccia in Puglia), del calendario venatorio.

Se non ci saranno modifiche - aggiunge Laterza - in aderenza a quanto l’Ispra (Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale, ente  sottoposto alla vigilanza del Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare) ha scandito alla Regione Puglia, procederemo alla richiesta di risarcimento danni nei confronti di chi nel Comitato Tecnico Faunistico Venatorio Regionale ha, con la propria responsabilità di voto, aderito a creare un danno improprio alla fauna selvatica. Per i funzionari pubblici, invece, trasmetteremo gli atti al procuratore regionale della Corte dei conti. Chi sbaglia paga. Almeno noi ci proviamo sul serio». (Coratolive.it - 29/8/2015)