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25/07/10

Il Riccio (Erinaceus europaeus)

Il più grosso tra gli insettivori europei trascorre il lungo letargo invernale. Il suo cibo preferito è rappresentato da lombrichi, lucertole, chiocciole, ma può integrare la sua dieta anche con vegetali, bacche e talvolta serpenti.


Il capo del riccio appare non ben distinto dal corpo con muso appuntito scuro e mobile, denti incisivi superiori che si incastrano con quelli inferiori, occhi scuri e rotondi, orecchie piccole ed arrotondate. Le zampe sono forti (anteriori più corte di quelle posteriori) con cinque dita armate di robusti artigli, la coda piccola e spessa.
Il corpo del Riccio, nel suo insieme appare piuttosto tozzo ed arrotondato, nella zona dorsale e laterale è ricoperto densamente da aculei lunghi e rigidi che lasciano scoperte la zona facciale, ventrale e le zampe ricoperte da pelo ruvido di colore grigio giallastro con sfumature bruno scure nelle zone sottorbitali e nelle vicinanze del muso. Gli aculei (peli modificati) sono bianchi alla base ed alla punta e nella zona intermedia appaiono con bande marroni, bianche e nere. Grazie alla azione dei muscoli erettori del pelo, a cui gli aculei sono connessi, ciascun aculeo è in grado di drizzarsi formando nell'insieme una massa impenetrabile. Gli aculei nascono dai bulbi piliferi del derma ed esattamente come i peli hanno un loro ciclo vitale con una durata di 15-16 mesi trascorsi i quali si staccano e vengono sostituiti.

Alimentazione
Prevalentemente insettivoro si ciba anche di molluschi e lombrichi nonché di rane, uova, nidiacei, piccoli rettili, bacche e frutta.

Il Riccio considerata specie cacciabile in passato, allo stato è una specie protetta non cacciabile così come previsto dalla L. 11/02/1992, n. 157 nonché è specie protetta dalla Convenzione di Berna (L. 5/8/1981, n.503, in vigore per l'Italia dall'1/6/1982).